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Kronomakia - Daniele Sepe, E.Micrologus, Rote Jazz Fraktion (album in mp3)

8.00EUR

KRONOMAKIA è il nuovo lavoro del compositore napoletano. Ad affiancarlo, oltre ai ROTE JAZZ FRAKTION, la formazione "allargata" di musicisti che da anni suonano con lui, anche il formidabile ENSEMBLE MICROLOGUS, protagonisti assoluti del rilancio dell'interpretazione della musica medievale. Ascoltare i dischi di Daniele Sepe è come entrare in una bottega di oggetti provenienti da ogni angolo del mondo e da ogni epoca. Si trova di tutto; musica araba e radici tradizionali, jazz, rarefazioni nordeuropee e musica antica. KRONOMAKIA, come significa la parola, è una guerra contro il tempo, svolta con le armi della musica e della ricerca etnomusicologica. Per gettare nuova luce sull'origine di quella che è divenuta nell'occidente la "musica colta", attraverso il riaffermarsi delle commistioni culturali che - come dice lo stesso Sepe - "(..) lo scambio di culture e civiltà diverse sia servito non poco a costruire quell' organico strumentale che si chiamerà "orchestra" che è il simbolo della musica "colta" occidentale. Insomma Wagner non sarebbe esistito senza l'apporto di illustri anonimi musicisti di ascendenza mediorientale. Il mischiarsi delle razze e delle culture porta sempre l'umanità un passo in avanti". "Avevo quattordici anni quando mi capitò di assistere ad un concerto del Clemencic Consort. Proponevano i Carmina Burana in versione originale. Da allora la passione per la musica antica non mi ha più abbandonato, prova ne sia i quattro brani presenti nel già vetusto "Vite Perdite". Qualche settimana dopo l'incontro con la musica antica e con quel gran musicista e divulgatore che è Rene Clemencic entravo a far parte del Gruppo Operaio 'E Zezi e la parentela stretta che c'era tra le Saltarelle medievali e le Tarantelle che suonavo col gruppo era evidente. Come ritrovarsi in trattoria un dinosauro seduto accanto. E gli strumenti erano molto più simili di quanto lo potesse essere un flauto moderno in metallo a un flageolet medievale. I nostri "siscarielli" venivano fuori diritti diritti dalla notte dei tempi. E quindi, senza stare a farvela lunga, dopo aver tanto seguito questa musica ho avuto la fortuna di incontrare sul mio cammino questi bei tipi dei "Micrologus". E tra parentesi scopriamo di avere in comune anche una militanza "pienamente" sinistrorsa. E allora via con questo progetto: "Kronomakia" - la battaglia del tempo, titolo suggerito da Stefano Valanzuolo per un mitico concerto nel chiostro di San Francesco a Sorrento. Negli anni questo concerto ci ha fatto incontrare un altro fantastico gruppo specializzato nel repertorio medievale: Theatrum Instrumentorum di Sasha Karlic, il famigerato musicista serbo che vive a Bologna con cui più che musica abbiamo diviso spesso fiumi di alcool, e a cui devo il mio fortunato incontro con la slivovitza. E adesso qualche cenno su alcuni degli strumenti utilizzati in questo cd. Ud, 'Uth o Oud Letteralmente "legno" in arabo. Da questo strumento si parte per arrivare dopo secoli alla chitarra elettrica di Giacoia. L' Ud fu introdotto in Europa dal mondo arabo attraverso la dominazione araba in Spagna e in Sicilia, ma anche dai crociati che tornavano dalla terra santa e che spesso acquisivano usi e costumi del luogo. Da questo strumento di origine mesopotamica l'Europa trarrà ispirazione per il liuto (la derivazione del nome è più che evidente) la mandola e in qualche modo per la chitarra. Si suona con un plettro e la tastiera del manico è cieca, ovvero senza tasti. Viella, Vielle o viola Strumento sempre di origina est asiatica o araba. E' la progenitrice del violino. In origine aveva la cassa di forma ovale, poi assunse la tipica forma ad 8 per favorire il movimento dell'archetto. Era lo strumento principe della musica da ballo, nonchè quello più usato dal mondo femminile. Il numero di corde era variabile così come l'accordatura. Ribeca o Rebec Direttamente derivata dal Rebab arabo (sottolineo che nella musica araba tutti questi strumenti sono ancora in uso) si suona sempre con l'archetto, ma al contrario della viella che si usa poggiandola contro la spalla la ribeca si suona poggiandola sulle ginocchia. Mandora o Grittern o Chitarra saracena E' il più diretto antenato della chitarra. Simile all'Ud, ma con fondo piatto e corde in metallo. Veniva usato quasi sempre in coppia con l'Ud. Sallterio o cannone Derivato dal Qànun arabo è uno strumento di forma trapezoidale con una numerosa serie di corde che si percuotono con delle bacchette o con dei plettri attaccati ai pollici. Arpa Ecco uno strumento che invece con molta probabilità trova le sue origini nelle fredde terre celtiche. Chiamata anche Cythera barbarica è un altro strumento spesso suonato da donne. Cornamusa o zampogna Altro strumento importato dall'oriente. Di origine antichissima e in particolare usato per la musica da ballo, visto l'aiuto che l'otre da al musicista per suonare molto tempo senza stancarsi eccessivamente. Diffusissima in Spagna, Grecia, Francia, Germania, Irlanda e sud Italia. Buccina, Chiarina o Clarino Bisogna partire da questo strumento per arrivare alla tromba di Miles. Costruito in metallo è un lunghissimo tubo conico che veniva suonato almeno in coppia. Nella corporazione dei suonatori di Clarina era prevista addirittura la fustigazione per i suonatori che non la suonavano a dovere. Già nel mondo romano l'uso militare e istituzionale di uno strumento molto simile chiamato tuba è severamente regolato. Cennamella, Bombarda e Cialamello Strumento di origina asiatica a doppia ancia. Il famosissimo Aulos greco e la tibia romana sono i parenti illustri di questi strumenti diffusissimi ancora oggi e spessissimo usati in coppia con una cornamusa. Vale la pena ricordare che tutti gli strumenti erano banditi dalla chiesa per l'esecuzione di brani della liturgia cattolica, ad eccezione di uno strumento che comparirà in epoca più tarda, l' organo portativo, ed erano esclusivo appannaggio della musica laica e di festa. E vale la pena riflettere sul fatto che lo scambio di culture e civiltà diverse sia servito non poco a costruire quell' organico strumentale che si chiamerà "orchestra" che è il simbolo della musica "colta" occidentale. Insomma Wagner non sarebbe esistito senza l'apporto di illustri anonimi musicisti di ascendenza mediorientale. Il mischiarsi delle razze e delle culture porta sempre l'umanità un passo in avanti." Daniele Sepe

Durata: 65,25

Brani:
1. Saltarello (3,58)
2. Gran Mirage (8,24)
3. Vite perdite CB 124 (2,19)
4. Vite Perdite (6,29)
5. Suite Galiziana I (3,54)
6. Suite Galiziana 2 (3,29)
7. La Manfredina (7,29)
8. La Rotta (2,01)
9. Tempus Transit Gelidum (4,11)
10. Ut Solis Radium (6,41)
11. Madre de Deus (5,19)
12. Stayin Alive (4,26)
13. Norwegian Wood (6,45)

brano 01


brano 02


brano 03


brano 04


brano 05


brano 06


brano 07


brano 08


brano 09


brano 10


brano 11


brano 12


brano 13



8.00EUR


  • Prodotto da: i cd del manifesto

Prodotto inserito in catalogo il venerdì 17 aprile, 2009.